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venerdì 27 marzo 2020

La sesta lezione. Il primo approccio alle scale. Il Sol maggiore



Saltiamo a piè pari la questione della utilità e della noiosità delle scale.

Sono noiose da studiare? Si.
Sono utili da studiare? Si.
Quindi rimbocchiamoci le maniche e affrontiamo la prima scala sul nostro adorato mandolino, quella di Sol Maggiore.
Lo spartito che seguiremo per questo esercizio è estratto dalla prima parte dello Scioglidita del Munier, l’Opera 199.
Solo per inquadrare l’argomento ricordo che Lo Scioglidita è composto di quattro volumi, le opere 199, 213, 225 e 227, ed ha come sottotitolo “Esercizi giornalieri di velocità”.
Ma passiamo ora all’azione, come ci si esercita sule scale?

La velocità di esecuzione
Nonostante il sottotitolo dell’opera l’esercizio va svolto centrando la nostra attenzione NON sulla velocità ma sulla qualità del suono. L’importante NON è la velocità ma la definizione, la perfezione, la assenza di errori del suonato.


giovedì 19 ottobre 2017

Storie di fattorie nel deserto, di grandi mandolini e di sorprendenti liutai

Oggi vi vogliamo solo raccontare una storia, un sogno o una favola. La storia di un uomo che insegnava alle elementari negli anni ’70 e poi lasciò il lavoro per inseguire un sogno e insieme a sua moglie, nel bel mezzo di un deserto, costruì pezzo per pezzo una favola.
Lui si chiama Bill Bussmann è oggi è noto negli ambienti musicali principalmente per i suoi mandolini, ma all’inizio degli anni ’70 ha conosciuto quella che è poi divenuta sua moglie Susie mentre entrambi erano all’università. Dopo la laurea, per entrambi in antropologia, il nostro Bill ha cominciato ad insegnare alle elementari.
Nella riserva Apache di San Carlos, Arizona.
Passano alcuni anni e i nostri eroi decidono di lasciare la affollata vita cittadina di San Carlos, che ha oltre 3.000 abitanti, per trasferirsi in un posto più tranquillo e riservato dove dedicarsi alla propria passione, l’agricoltura.
Susie e Bill si trasferiscono quindi in un bell’appezzamento di terra facile facile da coltivare.
Nel deserto.


martedì 15 marzo 2016

Leggere la musica o imparare a leggere le tavolature?

La notazione musicale è quella che si legge con il sistema dei pallini, e di altri simboli, sul pentagramma, le tavolature invece riportano le quattro coppie di corde su cui viene segnato un numero corrispondente al tasto da premere. Ad esempio per suonare la 1° coppia di corde a vuoto in notazione musicale comparirà un pallino nello spazio tra le due righe del pentagramma più alte, in una tavolatura comparirà uno zero (che segnala la corda da suonare 'a vuoto'), sulla riga più alta.
Molti ritengono di risparmiare tempo imparando a leggere le sole tavolature, ignorando la notazione musicale
So che sto per attirarmi gli strali di molti ma l'investimento di imparare a leggere la musica è uno dei migliori che si possa fare e lo raccomando caldamente per, tra gli altri, questi motivi.
1) E' un linguaggio universale, che si applica ad ogni strumento musicale, se fate vedere la vostra tavolatura ad un flautista o ad un pianista vi chiederà cosa mai sia quel foglio, se gli fate vedere uno spartito vi capite.
2) Una volta imparato lo si può applicare ad ogni strumento, seppur con limitazioni, lo spartito del vostro strumento sarà infatti identico, da leggere, rispetto alla parte del flautista ma corrisponderà alla sola parte per la mano destra del pianista.


Lo stesso articolo sul blog in inglese